Vigo di Cadore (frazioni: Laggio, Pelos)

Comune di Vigo di Cadore

Piazza S. Orsola, 10
32040 - Vigo di Cadore (BL)
www.comune.vigodicadore.bl.it

Pro Loco di Vigo di Cadore

Sede: Via Cardinal Piazza 14
32040 Vigo di Cadore (BL)
Tel e Fax 0435/77058
info@vigoturismo.it
prolocovigo@casadolomiti.it

Collocato ai piedi del Monte Tudaio,comprende cinque borgate. Vigo, Pelos, Laggio, Piniè e Treponti. Ricco di itinerari storici e paesaggistici indicato per famiglie e quanti amano stare in relax e compiere passeggiate di varia difficoltà fra gli otre 12 sentieri adeguatamente segnalati tra i quali spicca il “Sentiero Botanico” con oltre 100 specie di piante e fiori.

Tesori d’arte nelle chiese dell’Alto Bellunese. Vigo di Cadore.

Nel 2003 il progetto Tesori d’arte nelle chiese dell’Alto Bellunese - progetto finalizzato alla valorizzazione del patrimonio architettonico, artistico e religioso custodito dalle chiese dell'Alto Bellunese - ha interessato il Centro Cadore e in particolare il territorio del Comune di Vigo di Cadore con le sue preziose chiesette tra cui spiccano quelle di Santa Margherita di Salagona e di Sant’Orsola.

La prima, probabilmente la più antica della provincia, contiene una serie di affreschi di stile bizantino risalente ai secoli XIII-XIV. Nella secondaè conservato il ciclo pittorico di S. Orsola del secolo XIV, accompagnato dall’altare ligneo di M. Parth (1475-1551).

Nel periodo estivo le chiese di Vigo sono aperte per visite guidate gratuite.

Link utili:
www.provincia.belluno.it
Depliant "Tesori d'Arte nelle chiese dell'Alto Bellunese. Vigo di Cadore."
Depliant "Tesori d'Arte nelle chiese dell'Alto Bellunese. Chiese di Vigo di Cadore".

Biblioteca storica cadorina

La Biblioteca cadorina, fondata nel 1892 dallo storico locale professor Antonio Ronzon (1848-1905), conserva e tramanda la memoria della civiltà cadorina con una ragguardevole documentazione. E' suddivisa in tre sezioni:
   I.   Archivio storico cadorino;
   II.   Biblioteca cadorina;
   III.   Biblioteca universale.
L'Archivio è costituito da volumi e raccolte manoscritte cadorine: documenti, autografi, poesie, lettere ed altro, provenienti da donazioni di enti e di privati.

Link utili:
www.laggiodicadore.it

Presepio animato di Laggio

Allestito presso le ex scuole elementari di Laggio di Cadore, dal 1984 è mèta e punto d'incontro di migliaia di visitatori.  Oltre 70 movimenti, moltissime fonti luminose, una varietà di effetti speciali rendono il paesaggio altamente suggestivo.
 Ambientato nel paese di Laggio alla fine del 1800, si notano vari edifici dell'epoca costruiti in scala con annessi una fontana ed una carrozza, parte integrante del paese. Molte case e laboratori ora scomparsi descrivono minuziosamente la vita, il lavoro, il passatempo, i costumi delle genti Cadorine e di Laggio in particolare.
La grotta della natività si inserisce in modo naturale in un paesaggio locale dove la vita e le numerose attività scorrevano con altri ritmi in altre realtà.

Link utili:
www.laggiodicadore.it

Col Ciampon, Fortini Rin de Soandre e Monte Tudaio

La strategia difensiva di fine ‘800 in Cadore riposava su una tradizione medievale, poiché nei secoli precedenti la Serenissima Repubblica di Venezia aveva già individuato nella Chiusa di Venas e nella Chiusa di Lozzo due baluardi difensivi in grado di assicurare la resistenza del centro del Cadore e della sua capitale Pieve, e veniva inoltre avvalorata dall’eroica resistenza organizzata da P.F. Calvi nel 1848.

Dopo l’annessione del Veneto al Regno d’Italia, per impulso soprattutto dei Generali Pianell e Cosenz, andò sviluppandosi una serie di modeste difese sui colli di Vigo di Cadore. Qui, ad un’altitudine di circa 1000 metri (Col Piccolo, Col Rive, Col Tagliardo, Col Ciampon) furono costruite delle postazioni per cannoni da campagna con relativa strada d’accesso sul fronte di gola, miranti a battere la sottostante strada ed in particolare il nodo nevralgico di Treponti, dove venivano a convogliarsi tutte le supposte provenienze nemiche dalla Val Ansiei e dal Comelico.

Successivamente, verso il 1880, si preferì concepire lo sbarramento in zona più arretrata, presso Pieve e Tai di Cadore, per controllare le penetrazioni nemiche sia dal Centro Cadore, sia dalla Val Ansiei, prima che queste potessero trovare agevoli
sbocchi verso Longarone e Belluno.

Solo a partire dal 1904, con l’arrivo di altri fondi e grazie al fiorire di nuovi studi strategici, il Cadore ritornò in primo piano nella concezione strategica difensiva nazionale. Dopo lunghe diatribe tecniche, cui parteciparono anche S.A.R. il Duca d’Aosta, il Ministro della Guerra Spingardi, il Capo di S.M. Pollio, l’Ufficio Scacchiere Orientale e gli Ispettorati di Artiglieria e Genio, furono individuate alcune posizioni particolarmente utili per battere le sottostanti vie di comunicazione. Vennero
così costruiti dei potenti forti corazzati, e precisamente due “opere basse” a Col Piccolo presso Vigo e a Pian dell’Antro presso Venas, e tre “opere alte”, rispettivamente su M.Tudaio, Col Vidal e M. Rite.

Link utili
depliant "SECONDA LINEA FORTI DEL CENTRO CADORE"

Altipiano di Razzo

Inserita nella “strada dei formaggi” oltre alle casere ristrutturate ospita due ristoranti.” Baita Ciampigotto e il rifugio Tenente Fabbro” L’ambiente incontaminato si presta a bellissime passeggiate, all’osservazione astronomica e agli sport invernali.