Perarolo di Cadore

Comune di Perarolo di Cadore

Via Regina Margherita, 3
Perarolo di Cadore (BL)
www.comune.perarolodicadore.bl.it

Pro Loco di Perarolo di Cadore

cel.(1) 335 5707436 - cel.(2) 340 3303125
prolocoperarolo.bl@libero.it

Il paese di Perarolo di Cadore è situato a 532 m. slm, alla confluenza tra il fiume Piave e il torrente Boite. Proprio questo felice incontro ha determinato nei secoli passati la sua fortuna economica e commerciale, dal momento che il legname tagliato nei boschi di tutto il territorio, che un tempo veniva fluitato, giungeva al ćdolo, una serra artificiale che dal 1668 bloccava i tronchi e ne permetteva lo smistamento, indirizzandoli verso le segherie per la prima lavorazione oppure alla costruzione delle zattere che giungevano fino a Venezia

Chiesa parrocchiale di San Nicolò

Periodo storico: edificata tra il 1861 e il 1863
Ubicazione: situata in Piazza Roma, Perarolo
Apertura: su richiesta al parroco
Ingresso: libero
Descrizione: dall’aspetto molto particolare, dal momento che il tempio iniziale, progettato dall’architetto Antonio Caregaro Negrin, era di dimensioni maggiori dell’attuale, e di esso si conserva solo la parte absidale: a trent’anni dalla costruzione fu demolita tutta la navata a causa dell’instabilità del terreno sottostante. Successivamente fu ricostruita in legno. Al momento chiusa per restauri, ma con possibilità di visita  

Chiesa di San Michele

Periodo storico: costruita tra il 1860 e il 1863
Ubicazione: situata in Piazza Giacomo Boni, Caralte
Apertura: vi si celebra la Santa Messa il sabato alle ore 18:00
Ingresso: libero
Descrizione: Progettata dall’ingegnere calaltino Vittore Toffoli. L’opera più pregevole che vi si conserva è la pala di Antonio Lazzarini raffigurante la Madonna con il Bambino e Santi Nicolò, Floriano, Antonio e Valentino. Adiacente alla chiesa è il campanile cinquecentesco, che sul lato rivolto verso la piazza reca un affresco raffigurante San Cristoforo e Gesù Bambino

Chiesa di San Rocco

Periodo storico: costruzione conclusa nel 1831
Ubicazione: località San Rocco, Perarolo – strada denominata Cavallera
Apertura: tutte le domeniche vi si celebra la Santa Messa alle ore 10:00
Ingresso: libero
Descrizione: la chiesa ospita due importanti dipinti cinquecenteschi di bottega vecelliana: la Madonna con Bambino e i Santi Rocco e Sebastiano, di Francesco Vecellio, e Santa Lucia e Santa Apollonia, di Fabrizio Vecellio, rispettivamente fratello e cugino del sommo pittore

Chiesa di Sant'Anna

Periodo storico: edificio già esistente nel 1580 e consacrato nel 1626
Ubicazione: località Sant’Anna, Perarolo
Apertura: su richiesta al parroco
Ingresso: libero
Descrizione: la piccola chiesa, a pianta rettangolare con tetto a scandole, ospita due altari lignei con dipinti secenteschi raffiguranti l’Assunzione della Vergine e la Madonna con Bambino, S. Anna, S. Giuseppe e S. Gioacchino

Chiesa della Madonna della salute

Periodo storico: l’edificio fu benedetto nel 1824 e ingrandito dopo il 1857
Ubicazione: località Macchietto, Perarolo
Apertura: su richiesta al parroco
Ingresso: libero
Descrizione: vi si conserva un pregiato altare ligneo del diciassettesimo secolo, al cui interno è collocato un frammento di affresco cinquecentesco raffigurante la Madonna con il Bambino, interessante poiché legato ad una vicenda riportata dalla tradizione popolare, vissuta da uno zattiere che, in un tempo lontano, pare avesse sfregiato l’occhio della Madonna, e per questo motivo avesse riportato terribili conseguenze

Chiesa di Sant'Osvaldo

Periodo storico: XVII secolo
Ubicazione: Dubbiea
Apertura: una volta all’anno in occasione della festività del santo titolare
Ingresso: libero
Descrizione: di proprietà privata, edificata probabilmente per volontà della famiglia Puppi ad uso dei coloni che colà lavoravano ed abitavano. Il piccolo ambiente ospita un altare ligneo con una pala raffigurante la Trasfigurazione. Interessanti la panche con iscrizioni secentesche

Palazzo Lazzaris e giardino

Periodo storico: ristrutturazione di edificio già esistente ad opera dell’architetto vicentino Antonio Caregaro Negrin nel 1875
Ubicazione: centro storico di Perarolo
Apertura: il Palazzo, dopo la ristrutturazione tra il 1996 e il 2002, è destinato a diversi usi: uffici comunali, un esercizio pubblico, ed undici appartamenti. Possibilità di visitare la cappella, su richiesta al Comune di Perarolo. Il giardino è accessibile tutto l’anno
Ingresso: libero
Descrizione: in origine di proprietà della famiglia Lazzaris, tra le più facoltose nel commercio del legname, che commissionò all’architetto Antonio Caregaro Negrin la ristrutturazione del palazzo che nel 1881 e 1882 avrebbe ospitato la regina Margherita di Savoia con il figlio Vittorio Emanuele III. Attualmente si possono ammirare le pareti esterne mirabilmente affrescate, e passeggiare nel bellissimo giardino, che comprende, nella parte a sud, alcuni terrazzamenti, mentre a nord un piccolo belvedere con annessa torretta e una serra. Ma è possibile visitare un altro angolo di giardino attraversando una sorta di grotta artificiale, che conduce direttamente ad una fontana e ad una pagoda lignea di gusto orientaleggiante

Giardino botanico

Periodo storico: allestimento nel 2011 Ubicazione: centro storico di Perarolo, giardino di Palazzo Lazzaris Apertura: la visita al giardino botanico è possibile dalla primavera all’autunno Ingresso: libero Descrizione: allestito grazie a fondi europei (Interreg IV) e della Regione del Veneto, e grazie al Comune di Perarolo e alla partnership con Irschen, piccolo comune montano della Carinzia e rinomato paese delle erbe, il giardino è stato allestito sui terrazzamenti posti a sud all’interno del giardino di Palazzo Lazzaris, con diverse varietà di essenze aromatiche e medicinali. Vi sono state al momento collocate circa quattrocentocinquanta piante, e per il futuro si prevede di integrare anche con sculture volte a rappresentare i quattro elementi: acqua, fuoco, terra ed aria. Tra le varietà si ricordano lavanda, rosa, melissa, achillea, iperico, valeriana, menta e tante altre

Museo del cìdolo e del legname

Periodo storico: l’edificio in cui è stato allestito il museo fa parte del complesso di Palazzo Lazzaris, e risale pertanto alla metà del diciannovesimo secolo
Ubicazione: al centro del giardino di Palazzo Lazzaris, centro storico di Perarolo
Descrizione: inaugurato nel 2005, il piccolo museo etnografico è collocato nella casa dei trofei, racchiusa nella splendida cornice del giardino di Palazzo Lazzaris. Il museo racconta con dovizia di particolari la storia della comunità del paese, e le vicissitudini legate al commercio del legname, attività portante nell’economia cadorina, nel corso dei secoli. Particolare risalto è dato al cìdolo, serra artificiale che dal 1668 permetteva il fondamentale smistamento dei tronchi che venivano allora trasportati mediante fluitazione, e alle zattere, che, poggiando sulle movimentate acque del Piave, trasportavano le merci più svariate fino a Venezia
Ingresso: libero
Info: www.transmuseum.org

Percorso escursionistico e percorso natura in Valmontina

Luogo di partenza: località Macchietto, Perarolo
Lunghezza: circa 2200 metri
Dislivello: 150 metri
Tempo di percorrenza media: 70 - 90 minuti (solo andata)
Tipo di fondo: strada sterrata e sentiero
Adatto a passeggini: no
Percorribile in bicicletta: solo fino alla casera Val Montina (impegnativo)
Descrizione: il percorso (punto di partenza segnavia CAI 399 – Biv. Baroni) attraversa il fiume Piave e, dopo un breve tratto a sentiero, incontra la strada sterrata che in poco tempo conduce alla casera Val Montina, immersa in una magica radura, nei pressi della quale vi sono interessanti testimonianze di un’antica calchera per la produzione della calce viva.
Da qui, seguendo le indicazioni del percorso escursionistico dell’Area Wilderness (tabelle in legno), il sentiero costeggia, in leggera salita, il versante destro della Val Montina. Raggiunge così la parte più selvaggia della valle dove il rio Val Montina incontra il rio della Val del Bosco del Belo, formando spendide forre e cascate. Due ponti in legno permettono l’attraversamento dei torrenti. Si consiglia il ritorno per lo stesso percorso, evitando di avventurarsi su tracce non segnalate. Nei pressi della casera Valmontina si snoda un breve tracciato, con un tempo di percorrenza di circa 15 minuti, denominato percorso natura; adatto ai più piccoli, che percorre i boschi toccando un belvedere e la calchera. Segnalato con tabelle in legno

Dubbiea

Luogo di partenza: Piazza Roma, Perarolo di Cadore
Lunghezza: circa 1900 metri
Dislivello: 445 metri
Tempo di percorrenza media: 70 – 100 minuti (solo andata)
Tipo di fondo: sentiero sterrato
Adatto a passeggini: no
Percorribile in bicicletta: no
Descrizione: Aggirata la Chiesa parrocchiale il sentiero, accompagnato da caratteristici muretti a secco, raggiunge la linea ferroviaria e, oltrepassata (indicazioni su tabella in legno), si inerpica sul versante con veloci tornanti. Dove la pendenza si fa più lieve il percorso costeggia interessanti grotte e voragini, chiamate buco del freddo o bus de le anguane e buco del caldo a causa delle particolari correnti di aria presenti; da qui, in breve tempo, si raggiunge il meraviglioso pianoro di Dubbiea, immerso in boschi di notevole pregio 

Traversata del Cadore

Luogo di partenza: cimitero di Caralte
Lunghezza: circa 2000 metri fino al valon Rubianco (4500 metri per raggiungere la diga del lago di Centro Cadore)
Dislivello: 65 metri
Tempo di percorrenza media: 30 - 40 minuti (solo andata)
Tipo di fondo: strada sterrata
Adatto a passeggini: no
Percorribile in bicicletta: si
Descrizione: dal cimitero, in breve si oltrepassa il rio Repar (bella cascata poco sopra il guado) e si costeggia l’alta val del Piave, con splendidi scorci panoramici. Raggiunta una radura, la strada scende lievemente fino a raggiungere il torrente Rubianco. Da qui il tracciato della Traversata del Cadore, con un sentiero segnalato da bolli rossi, continua per circa 2500 metri fino a raggiungere la diga del lago di Centro Cadore. Si segnala la presenza di alcuni passaggi impegnativi e l’attraversamento di zone franose

I suoni del bosco - Percorso naturalistico a Caralte

Luogo di partenza: Impianti sportivi di Caralte
Lunghezza: circa 3200 metri
Dislivello: 40 metri
Tempo di percorrenza media: 50 – 70 minuti (anello intero)
Tipo di fondo: strada asfaltata chiusa al traffico e strada sterrata
Adatto a passeggini: si
Percorribile in bicicletta: si
Descrizione: superato il Minigolf, la strada costeggia il lago formato dal rio Repar e le ampie radure alle pendici del col Svalut. In breve si raggiunge un’antica calchera per la preparazione della calce viva, recentemente restaurata. Il percorso scende lievemente, incontrando delle risorgive che formano un bel laghetto. Poco più avanti, in un ampia radura, si incontra il Sas de la Regina, pietra sulla quale era solita sedersi a riposare la Regina Margherita di Savoia, ospite per due anni consecutivi della famiglia Lazzaris, durante le sue passeggiate. Nelle vicinanze è presente un’altana per l’osservazione della fauna selvatica. Il percorso torna indietro per un centinaio di metri sulla stessa strada per poi abbandonarla e salire nelle pinete. Tornato pianeggiante, si mantiene alto sopra le radure e ritorna, con spendidi scorci, al punto di partenza. Il sentiero appena descritto coincide anche con il percorso didattico intitolato I suoni del bosco, rivolto alla divulgazione dei suoni spesso sconosciuti della fauna presente nel territorio. In alcuni punti sono state collocate delle sculture in legno raffiguranti animali a grandezza naturale che, grazie ad un sensore, attivano il verso che li contraddistingue al passaggio delle persone

Sentiero Cima Molino – ex ćdolo – Sacco di Sotto

Luogo di partenza: località Cima Molino
Lunghezza: circa 800 metri (solo andata)
Dislivello: 70 metri
Tempo di percorrenza media: 30 minuti
Tipo di fondo: strada sterrata
Adatto a passeggini: no
Percorribile in bicicletta: si (impegnativo)
Descrizione: si imbocca, su una curva a gomito della strada comunale che scende a Perarolo, la stradina sterrata che degrada, costeggiando i boschi sopra il Piave, fino a raggiungere il fiume. Si oltrepassa il Piave nel punto dove era collocato il cìdolo, sorta di chiusa per il controllo e l’organizzazione della fluitazione del legname. In breve si raggiunge l’amena borgata di Sacco di Sotto, caratterizzata da vecchie case a sasso ricche di fascino. Da qui si può ritornare per lo stesso percorso oppure raggiungere il centro di Perarolo di Cadore per la strada comunale e risalire brevemente al punto di partenza

Pesca sportiva

Tecniche di pesca: catch & release (cattura e rilascia) e no kill (non uccidere)
Ubicazione: lungo il corso del Piave (bacino 4) e del Boite (bacino 3)
Apertura: dalla prima domenica di marzo alla prima domenica di settembre
Ingresso: con permesso di pesca
Recapiti: informazioni presso il bar il Covo dei Zatèr di Perarolo (tel. 0435 501339) oppure Cadore Sport Camping di Tai di Pieve di Cadore (tel. 0435 30251)
Descrizione: a Perarolo si trova uno dei tratti del fiume Piave più belli e importanti d'Italia. Le sue acque ospitano alcune delle specie ittiche più ambite e ricercate dai pescatori come la Trota Marmorata ed il Temolo, esemplari unici nella loro specie

Park Adventure Caralte

Ubicazione: Caralte
Apertura: informazioni al numero 338 5058759
Recapiti: per informazioni 338 5058759 oppure presso il Comune di Perarolo (tel. 0435 71036)
Descrizione: situato a ridosso di un pendio assolato, affiancato da un grazioso laghetto e da un punto di ristoro, il parco avventura prevede due percorsi: fucsia per bambini dai 4 anni (controllati da terra da istruttori qualificati e genitori) e verde per tutti i ragazzi e gli adulti

Centro sportivo di Caralte

Il centro sportivo è situato in una zona tranquilla silenziosa ed è immerso nel verde, meta ideale sia per le famiglie che per gli sportivi. E’ dotato di  bocciodromo,  campo da calcetto, minigolf, parco giochi attrezzato, campi da tenni e tappetini elastici. La struttura Dispone, di 2 spogliatoi muniti di servizi igienici e docce,1 spogliatoio per l’arbitro 2 servizi igienici esterni di cui uno per diversamente abili. E’ possibile l’utilizzo di tutti i campi anche di sera poiché sono dotati di adeguato impianto di illuminazione.