Lozzo di Cadore

Comune di Lozzo di Cadore

Via Padre Marino, 328
32040 - Lozzo di Cadore (BL)
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Pro Loco Marmarole

Pian dei Buoi

Pian dei Buoi è un altopiano situato a circa 1800 metri di quota, ai piedi del gruppo delle Marmarole. Lo si può raggiungere dal centro del paese attraverso la strada che parte dalla piazza, passando per il ricovero Marmarole ed il rifugio Pellegrini, oppure attraverso la mulattiera che parte dalla chiesa di S. Rocco.

L'altopiano acquisisce poi straordinario valore anche dalla diffusa presenza dei manufatti della Grande Guerra che, nel loro insieme, costituiscono il Parco della Memoria di Pian dei Buoi, e che hanno nei forti di Col Vidal la loro rappresentazione pił solenne.

Link utili:
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Parco della Memoria

Il Parco della Memoria è un itinerario di valorizzazione e riscoperta del ruolo occupato dal territorio cadorino nel corso della Grande Guerra, quando la zona del Col Vidal fu scelta come componente del perimetro difensivo della cosiddetta Fortezza Cadore. Rispondeva alle esigenze di difesa strategica insieme al forte eretto sul vicino, in linea d’aria, Monte Tudaio e costituiva con esso un potente baluardo contro gli incursori austriaci. Nell’area sono ben visibili postazioni, trincee, bunker, fortificazioni e grotte.

Link utili:
www.lozzodicadore.eu
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La chiesetta di Loreto e il parco di Papa Benedetto XVI

Il Parco di Papa Benedetto XVI è un’area verde particolarmente suggestiva che si sviluppa lungo la strada che dal centro del paese porta alla chiesa dedicata alla Madonna di Loreto.
Nell’estate 2007, la chiesetta fu particolarmente apprezzata dal Papa, che nel corso del proprio soggiorno in Cadore scelse per ben due volte di recarsi a pregare tra le sue mura perché al suo interno aveva ravvisato una calma particolare che ne aveva facilitato il raccoglimento.
La chiesa si trova a circa un chilometro e mezzo dalla piazza, sulla via preromana che una volta conduceva a Loreto, alla Chiusa e ai Tre Ponti.
La storia del mistico santuario iniziò una sera brutta e scura,  quando – secondo il racconto di Antonio Ronzon , il fondatore della Biblioteca Storica di Vigo - un girovago venditore di immagini di Madonne si ritrovò smarrito lungo la strada di Loreto. Impaurito, fece voto che, se fosse sopravissuto, avrebbe appeso a un albero una delle immagini della Madonna che portava con sé.
Scampato il pericolo e portatosi in salvo, il giorno dopo pescò dal proprio mazzo di santini un’immagine qualunque: ne uscì quella della Madonna di Loreto. Però a lui non piaceva e la rimise nel mazzo. Ritentò la pesca: riuscì nuovamente quella di Loreto; lo stesso la terza, la quarta e sempre quella. Capì, dunque, che era proprio la Madonna di Loreto a voler vedere appesa una sua immagine sull’albero. E così l’uomo  fece. Nelle settimane successive, prima che l’immagine si deteriorasse, al posto dell’albero venne costruito un capitello e, in seguito, una chiesetta. La chiesa attuale è del 1658; la sacrestia venne aggiunta nel 1668 e l’atrio nel 1785. Nel 1660 le fu assegnato in beneficio il bosco circostante, dov’è quindi sorto il parco.

Museo della latteria

Il Museo della Latteria di Lozzo è nato per iniziativa di un gruppo di volontari, appartenenti all’Associazione Latteria Sociale di Lozzo di Cadore, che si sono attivati per recuperare strumenti di lavoro, attrezzi, fotografie e documenti relativi alle attività di agricoltura, di allevamento e di caseificazione praticate nel Comune di Lozzo di Cadore fino agli anni ‘70 del Novecento.

Il Museo è stato aperto per la prima volta al pubblico nel 1997 arricchendosi, nel corso degli anni, con l’acquisizione e l’esposizione di nuovi materiali.

Link utili:
www.transmuseum.org

Roggia dei mulini

Fino agli inizi di questo secolo, il Cadore ha contato sull’operosità di vari opifici al cui interno vi erano macchine ad acqua che sfruttavano in modo diverso l'energia ottenuta per mezzo di un impianto idraulico.

A Lozzo di Cadore, lungo il corso del Rio Rin (il torrente che scorre a lato del centro abitato), si svilupparono nei secoli numerose attività artigianali, testimoniate già nel 1766 dalle "Anagrafi Venete" che in quell’anno documentarono l’esistenza di dieci ruote da mulino da grani, una sega da legname, un follo da panni di lana, sedici "telari" da tela e cinque mole.

Tale zona – definita la “roggia dei mulini" – ha rappresentato il cuore produttivo del paese fino a mezzo secolo fa. Nel tempo il paese ha subito diversi incendi e alluvioni che distrusse numerosi edifici.

Attualmente, lungo il Rio Rin, si trovano ancora in buone condizioni vari opifici un tempo adibiti a mulino, follo, fucina da fabbro, lanificio, segheria, oltre ad una delle prime officine per la produzione di energia elettrica.

Per tale motivo la "roggia dei mulini" è sicuramente uno degli esempi più interessanti d'archeologia industriale presente sull'intero territorio cadorino, a testimonianza dell’evoluzione nel tempo delle attività preindustriali legate allo sfruttamento della forza idraulica.

Link utili:
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Sentiero botanico "TITA POA"

Il sentiero botanico Tita Poa è un itinerario di circa 1.400 m. che percorre le pendici boscose soprastanti il paese mantenendosi fra gli 825 e i 950 m. slm realizzato per diffondere la conoscenza della vegetazione che si incontra durante le passeggiate in montagna.

L'itinerario, facilmente raggiungibile dal paese, vuole essere uno stimolo per ammirare ed apprezzare l'ambiente naturale che ci circonda, conoscendolo. Il tragitto è stato realizzato lungo i sentieri da sempre esistenti nel territorio come collegamento fra i vari tabià (rustici) utilizzati in passato per le attività silvo-pastorali.

Link utili:
www.ladinia.org